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Nuove tecnologie per il recupero e la conservazione dei beni culturali

Data Evento: 
Mercoledì, 16 Marzo, 2016 - 14:00

La Regione Friuli Venezia Giulia considera la diffusione della cultura e il rafforzamento del sistema culturale e creativo il presupposto per una crescita complessiva della persona e della comunità tutta e un’area di specializzazione imprenditoriale in cui impiegare, nel modo più proficuo possibile, le risorse finanziarie a disposizione. Per questo motivo le tecnologie per la conservazione e valorizzazione dei beni e dei prodotti, necessarie per valutare lo stato di conservazione del bene culturale, analizzare le caratteristiche morfologico-strutturali e le proprietà dei materiali che lo compongono, rientrano nelle traiettorie di sviluppo della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) della Regione.

Gli ultimi tre decenni hanno visto importanti sviluppi nella scienza della conservazione.
La scienza dei colloidi e dell’interfaccia unitamente a quella dei materiali, hanno fornito concetti, tecniche, competenze e strumenti per aumentare la comprensione dei processi di degrado più comuni delle opere d’arte. Allo stesso modo queste discipline hanno fornito metodi affidabili per una durevole e, per quanto possibile, compatibile conservazione.

La moderna scienza della conservazione ha origine dalle tragiche inondazioni che hanno devastato Firenze e Venezia nel 1966 ed ha imposto la ricerca di nuove metodologie per l’immenso patrimonio culturale fortemente danneggiato.

Nel corso del convegno verranno presentati i risultati dello studio relativo all’impiego delle nanotecnologie per il recupero e la conservazione dei beni culturali. Lo studio è stato realizzato dall’INSTM – Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali – attraverso la propria unità di ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma. A.P.E. Research, azienda attiva nello sviluppo e nella produzione di strumentazione scientifica per l’analisi delle superfici, approfondirà il tema delle applicazioni della microscopia a scansione di sonda (SPM, Scanning Probe Microscopy) nel settore dei beni culturali.

IPAC – Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – e l’Università di Trieste presenteranno le atti- vità ed i progetti realizzati nell’ambito della Scuola regionale per la conservazione e il restauro a Villa Manin di Passariano in collaborazione con gli atenei regionali. L’Università di Udine, infine, illustrerà le possibilità offerte dalla banca dati SICAR per la gestione della documentazione relativa ad analisi scientifiche e ad attività di restauro e dell’integrazione di questo database con il sistema di catalogazione regionale SIRPAC. 

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